CreativaMente in cucina… Sfoglia alla Marta salata e dolce….

Non legarsi allo stress e vivere in maniera più serena vuol dire anche mangiare cose che ci piacciono, ovviamente alternando cose che “ci piacciono tanto ma forse benissimo non fanno” a cose “sane che ci fanno bene”… E cosi per una cena veloce ma che soddisfa tutti vi propongo una ricettina tutta mia…

IMG_0424.JPGAllora il primo piatto, nonché unico, magari da servire con una insalatina è una semplice sfoglia (io uso quella tonda già pronta) dentro la quale metto del prosciutto cotto sul fondo, una mozzarella a dadini, dei pomodori abbastanza maturi a dadini e del prosciutto crudo sopra. Chiudo con qualche strisciolina di sfoglia spennellata con tuorlo d’uovo  e metto in forno, 230 gradi una ventina di minuti.

Dopo di che… siccome un dolcetto ogni tanto fa molto allegria, con la sfoglia avanzata, tagliata a quadratoni e spennellata d’uovo e zucchero, poi informata qualche minuto fino a doratura, in abbinamento a una crema pasticciera (io uso il bimby e in 7 minuti vel 4: due tuorli, 250 ml di latte, un po’ di vanillina, 25gr di maizena e 50 gr di zucchero) ecco realizzato un dolce che piace proprio a tutti.

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Cosa dirvi, buona cena a tutti…. M.V.

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COSA MI STAI DICENDO?

Molto spesso i miei pazienti mi riportano di non comprendere il perché delle loro reazioni a delle cose che le persone gli dicono.

Schermata 2017-05-12 alle 22.29.25Le persone si parlano, ma solo una minima parte del discorso passa attraverso le parole,  ciò che è sotteso al linguaggio,  è molto più rilevante di quanto le persone ci dicono. Bisogna imparare a fidarsi di sé e di quello che si sente, per farlo occorre un po’ di esercizio, occorre anzitutto porsi la domanda: “che cosa sento?”. Ad esempio può capitare di sentirmi caricare di rabbia, di tensione, è possibile che il messaggio che stia passando sia un atto aggressivo, travestito da conversazione, oppure posso sentirmi turbato, reagire in maniera reattiva a qualcosa che in realtà percepisco come offensivo, come qualcosa che mi ferisce.

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Il consiglio che mi capita di dare spesso è, quello di provare a rimandare all’altro, ciò che ci pare stia succedendo, ad esempio se sento che qualcosa mi sta ferendo, anziché reagire con una modalità aggressiva in risposta a ciò che io percepisco come un attacco, potrei provare a dichiarare che quello che mi sta dicendo mi offende o mi ferisce, con calma, aprendomi in maniera limpida e spontanea e poi,  stare semplicemente ad osservare cosa succede, quel che si suol dire… vedere l’effetto che fa…
Ci vorrà un po’ di tempo e di esercizio ma alla fine questa modalità ci metterà in comunicazione, in maniera più autentica e profonda agli altri, regalandoci molte soddisfazioni.

Provare per credere… M.V.

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CreativaMente… LE CHALK PAINT

La realizzazione e l’espressione di se’ attraverso la creatività sono una delle cose che prediligo fare nel mio tempo libero, come una magia scioglie tutti i nodi, le tensioni, allontana i fattori stressanti…. insomma un vero e proprio toccasana… Esistono mille modi per esprimersi creando, e, tra quelli che preferisco negli ultimi mesi, c’è il ridare nuova vita a mobili ed oggetti. Ho scoperto delle vernici, sono vernici all’acqua a base gesso, ne esistono di svariate case produttrici, ne esistono già comprensive di finitura che le rendono resistenti a praticamente tutto ed altre che cristallizzano stendendoci sopra una mano di cera.
IMG_9266Ad esempio, una vecchia cassapanca, acquistata tramite Shpock (devo ricordarmi di parlarvene, un metodo di acquistare in puro stile contrattazione da mercatino veramente interessante e divertente), ad un prezzo assolutamente irrisorio, (ma d’altronde era proprio mal messa, così come era, chi mai l’avrebbe tenuta come oggetto d’arredamento?, ma, come l’esperienza insegna, occorre guardare oltre, guardare alle potenzialità delle cose, così come delle persone, non soffermarsi a quel che appaiono, altrimenti si rischia di buttarle), può diventare un pezzo d’arredamento unico….  e così con un po’ di carta vetrata, una mano di primer, due mani di Autentico vinatage panint color ice cream e un po di cera colorata e trasparente ecco il miracolo….

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E come lei tanti altri pezzi hanno trovato nuova vita….. lampadari, specchi, comodini, secrétaire, sedie…. per vedere tutte queste creazioni basta andare sulla pagina fcb manidimamma… (se cliccate vi apre il link!) li li trovate tutti.

A presto M.V.

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13 Reasons Why. La nuova serie di Netflix

13 Reasons Why, è una nuova serie televisiva americana lanciata in Italia su Netflix che sta spopolando tra i nostri adolescenti.

13-reasons-why_0.jpgLe tematiche affrontate in questa serie sono estremamente delicate e per alcuni aspetti particolarmente pesanti e difficilmente affrontabili, tra queste le più rilevanti sono il cyberbullismo e lo stupro. Il tema principe di quesa serie, che ho guardato tutta d’un fiato, curiosa di capire da cosa fosse così attratta mia figlia adolescente nel corso delle ultime sere, è quello del suicidio. Hannah è una adolescente americana come tante, ma per colpa di una foto fatta girare su internet, si trova intrappolata in un labirinto di giudizi, che non fa altro, che confermare l’idea di essere giudicata una “ragazza facile”.

13-Reasons-Why-GIFs.gif13 sono le ragioni per cui Hannah decide di suicidarsi, tagliandosi le vene e lasciandosi morire all’interno della vasca da bagno, questa scena viene illustrata al pubblico nel pieno della sua crudezza, viene perfettamente inscenato il dolore che prova questa ragazza compiendo questo gesto, allo scopo, sostengono gli autori, di far capire che non possa questa essere considerata una scelta possibile e che sia qualcosa di atroce e terribilmente  doloroso, soprattutto per chi rimane. E’ straziante vedere il dolore dei genitori di Hannah e quello delle persone tra cui Clay che si impegnano per cercare una ragione.

il-cast-di-tredici-maxw-1280.jpg13 appunto sono i personaggi accusati della sua stessa morte da Hannah in 13 audiocassette, che lei stessa lascia in consegna ad un amico il giorno del terribile gesto. In queste cassette Hannah parla in maniera dettagliata e sincera, delle relazioni adolescenziali, della cattiveria con la quale si possa far del male senza nemmeno accorgersene, e della forza distruttiva dello stupro.

Un elemento che emerge con forza è l’errore nel credere che “ad un amico si possa concedere tutto e che amicizia voglia dire essere fratelli e coprirsi qualunque cosa si faccia”. Uno dei messaggi che si cerca di far passare è quello della possibilità di parlare delle cose di cui ci siamo pentiti, ognuno di noi, a detta degli autori, ha qualcosa del quale si è pentito, e la possibilità di raccontarlo lo renderebbe meno terribile e meno forte.

13-reasons-why.jpgIl messaggio che sul finale si cerca di passare è un messaggio di speranza, l’invito è quello di rivolgersi ai propri genitori, che non devono essere né degli amici, né dei confidenti, non devono quindi sapere tutto, ma se c’è qualcosa di “importante” LO DEVONO SAPERE.

13 mi ha lasciato parecchie perplessità, sono contenta di avere scelto di guardare le ultime puntate con mia figlia, e di essermi permessa di domandarle delle cose, tra cui se si rivedesse in qualcuno dei personaggi e perché, di cosa ne pensasse di questa serie e altro…. Questa serie è vietata ai minori di 14 anni e solo alcune puntate raccomandano la presenza di un adulto. Il consiglio che mi sento di dare è quello di supportare i vostri figli nella visione di questa serie, di aprire dei dibattiti con loro e di non aver paura di parlare di stupro, di insegnare alle nostre ragazze in particolare, come sostengono gli autori, la bellezza del dichiarare il proprio desiderio di fare l’amore, quando si è pronte, e di come questo appaghi a pieno il desiderio di sicurezza dei ragazzi stessi, di parlare di bullismo e  dell’uso della tecnologia, di non sottovalutare l’importanza che può avere per un adolescente una   frase mal scritta o una foto male interpretabile, d’altronde basta osservare quanto tempo dedicano all’essere social per capire quanto sia importante per loro, queste cose per loro non sono un gioco, ma è la loro vita, che lo vogliate o meno. Occorre parlare coi nostri figli   di suicidio e di riportare a realtà, quale sia il dolore che provoca, in chi resta, chi sceglie di fare questo terribile  gesto.

13 è una serie sicuramente interessante e della quale sentiremo molto parlare nei prossimi mesi, vi invito, se siete genitori a guardarla (vi lascio il link del trailer in italiano) e poi a farmi sapere cosa ne pensate, invece se siete ragazzi, questa è una buona occasione per condividere le vostre impressioni.

Buona Visione M.V.

Ne vale la pena…..

Una frase semplice, ma un motto efficace, un giorno, l’allora presidente dei volontari dell’Associazione Prospettiva Svezzamento, Mario Scotti, propone questo slogan… “Ne vale la pena”, quante domande solleva nella mente di ognuno di noi un quesito del genere, e ancora più interrogativi può sollevare il fatto che non si tratta di una domanda ma di una affermazione. Già, chi come me, lavora alla Casati, ne è abbastanza convinto….

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La Cooperativa “A Stefano Casati”

Vi presento la Cooperativa per la quale da svariati anni svolgo il mio servizio…..

La “A STEFANO CASATI” SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE  O.N.L.U.S. viene costituita nel settembre del 1997 e prosegue tutte le azioni gestite fino a quel momento dalla Cooperativa IN CAMMINO (cooperativa di tipo A) che, nel 1982, diede inizio alla sua opera di prevenzione, cura residenziale e riabilitazione sociale di soggetti tossicodipendenti in stretta collaborazione con le agenzie del Servizio Pubblico competenti in materia di dipendenza.

A Stefano Casati Cooperativa Sociale O.N.L.U.S.Dal 1997, una parte del personale della Cooperativa Sociale In Cammino continua la propria attività nella gestione, di un Hospice nel centro di Abbiategrasso (MI), mentre una parte del personale dà vita alla attuale Società Cooperativa Sociale Onlus A Stefano Casati, che assorbe e concentra il personale operativo delle Comunità Terapeutiche e s’impegna nella loro gestione.La Cooperativa è amministrata da un Presidente da un Consiglio di Amministrazione formato da nove membri che rimangono in carica per tre anni, eletti dall’Assemblea dei Soci.
La Società Cooperativa Sociale ONLUS A Stefano Casati è riconosciuta come Ente accreditato della Regione Lombardia per la gestione di strutture terapeutiche residenziali socio-sanitarie, accreditata con il Comune di Gaggiano (MI) e di Renate (MB) per le Comunità Educative.

Le Comunità sono gestite da equipe  di tecnici qualificati, psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali, educatori professionali, volontari specializzati.

FA DELLE COSE STRANE…..

Quando un comportamento è davvero strano?

Cosa intende una persona quando dice di un’altra che fa delle cose strane? E quando invece dice è normale?!?!… Molto spesso i genitori che incontro descrivono i comportamenti dei propri figli, ed all’interno di un racconto dalla apparenza normale, raccontano senza alcuna percezione, delle cose “bizzarre” o esagerate per l’età dei figli, in maniera del tutto naturale. Così, nasce la domanda, è fisiologico al suo sviluppo quello che fa questo ragazzo? Per prima cosa occorre osservare con attenzione i genitori, quale è il loro contesto sociale e culturale, quali sono i loro comportamenti? In che maniera questo influenza il comportamento del figlio? Quale è il limite che impongono come accettabile ai loro ragazzi? Una volta raccolte queste informazioni diventa più facile intuire quale possa essere la risposta? Può essere normale un comportamento quando questo diventa lecito all’interno del contesto in cui è inserito. Ora il problema più grande nasce quando questi comportamenti non trovano accoglimento all’esterno del nucleo familiare, rendendo così questi ragazzi, che diventeranno poi col tempo adulti, marginati dalla società,  la società che non ha gli strumenti per interpretare questi comportamenti che differiscono troppo rispettto a ciò che è essi stessi tarano come normale,  non li accoglie e gli rimanda un senso di rifiuto, che produce gravissime frustrazioni, che indirizzano il soggetto verso una costante ricerca del “proprio posto”, ricerca che a volte può avere esito postivo altre volte degenera in patologie gravi. L’abbandono scolastico, l’eccentricità del vestiario e delle frequentazioni, reazioni esagerate ed aggressive a stimoli non così forti da provocare tali reazioni,  possono essere indicatori che vi sia una difficoltà nell’individuo di gestire la frustrazione, con conseguente difficoltà a trovare il proprio “posto nel mondo”.

Approfondiremo…..

a cura di M.V.

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IL TRANING AUTOGENO

Il Training Autogeno, ideato da J.H. Schultz, nasce agli inizi del secolo scorso, esattamente nel 1932 e ad oggi è considerato il metodo di rilassamento più in uso ed il più scientificamente documentato.

img_0420.jpgIl T.A. è uno strumento utile a lavorare in un’ottica di integrazione mente-corpo, secondo la concezione psicosomatica, che offre grandi possibilità di ottenere  modificazioni emozionali e neurofisiologiche.

Si tratta di un vero e
proprio Training, allenamento, dove lo psicologo giuda il paziente attraverso un percorso a fasi, ed il compito del paziente sarà quello di esercitarsi così da ottenere, alla fine del percorso ste
sso, un vero e proprio “processo autogeno”. semplicemente con due respiri  profondi si potrà ottenere uno stato di benessere, così come, in maniera molto più conosciuta, con uno stimolo ansioso, il nostro corpo reagisce producendo gli effetti fisici dell’ansia.

Vi ho incuriosito? Non vi resta che provare… Contattatemi o contattate uno psicologo esperto in Trainig Autogeno nella vostra zona, per mettere in moto il cambiamento….

A presto…. M.V.

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TI VOGLIO BENE….

L’abitudine a dire quotidianamente o quanto meno, frequentemente, “ti voglio bene”, ai propri cari ma soprattutto ai propri figli, andrebbe perseguita fin dalla loro nascita.

Vi siete mai accorti di quanto possa diventare difficile dire ai propri genitori “Ti voglio bene”, per la maggior parte delle persone sembra sia proprio così…, le parole si strozzano in gola, ed uno strano mix tra pudore ed orgoglio ci impediscono di dirlo. Siamo semplicemente disabituati? Non credo si tratti semplicemente di questo, ciò che è certo è che il favorire questo tipo di messaggi verbali, senza dare per scontato che questo passi senza dirlo o che l’altro debba saperlo per forza, permetta di vivere più armonicamente le relazioni familiari, specie quelle genitori figli.

Mi capita spesso di incontrare figli, anche adulti, convinti che i loro genitori non li amino, e nonostante questa cosa si particolarmente improbabile, il vincolo del non dirsi “ti voglio bene” non agevola nello sradicare queste convinzioni.

Allora a qualche giorno dalla festa della mamma, alla quale, la mia di mamma, porgo i miei più sentiti auguri, ricordandole se mai se lo fosse distrattamente scordata che, le voglio bene, mi permetto di consigliarvi di alzare il telefono e chiamare i vostri genitori, e provare a dirgli semplicemente “ti chiamo per dirti che ti voglio bene”, se lo fate di persona, meglio ancora, e se vi state chiedendo se vale un sms o un wtzup vi dico, assolutamente no, il difficile è pronunciarle le parole, non scriverle, quindi non fate i furbi.

Se siete dei genitori, invece, pensate, oggi è il giorno buono per iniziare questa nuova prassi, ed almeno una volta al giorno dite ciò che provate per loro ai vostri figli, anche a quelli che ormai vi sembrano grandi, in fondo, ogni giorno in cui pensate di farlo e rimandate, è un giorno perso….

BUONA FESTA DELLA MAMMA…. M.V.

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