Parlare di droghe a casa: la guida pratica per genitori

Molti genitori pensano che affrontare il tema delle droghe con i figli sia rischioso: “Se gliene parlo, magari gli viene voglia di provare” oppure “È troppo piccolo, non devo preoccuparmi ancora”.

In realtà, il silenzio non protegge.
Se un ragazzo non riceve informazioni in famiglia, le troverà altrove – nei social, tra gli amici, a scuola – rischiando di imbattersi in mezze verità o, peggio, in falsi miti.

👉 Parlare di droghe in modo chiaro, equilibrato e rispettoso è una delle migliori forme di prevenzione.

Perché è difficile parlarne

I genitori spesso hanno due paure:

  • di spaventare troppo il figlio e sembrare catastrofisti,
  • di banalizzare e passare il messaggio che “non è un problema così grave”.

In più, i ragazzi in adolescenza tendono a chiudersi quando percepiscono prediche o giudizi. La chiave sta nel trovare il giusto equilibrio: sincerità senza allarmismi, fermezza senza moralismi.

Quando iniziare a parlarne

Non serve aspettare che “succeda qualcosa” o che arrivi un sospetto.
Il momento giusto è quando il tema emerge nella vita quotidiana:

  • una scena in un film o in una serie,
  • una notizia sentita al telegiornale,
  • un episodio a scuola o in paese,
  • anche solo una frase sentita per strada.

Questi spunti diventano occasioni naturali per aprire la conversazione senza che sembri una “lezione a tavolino”.

Come affrontare la conversazione

  1. Fate domande aperte
    Chiedete: “Tu cosa ne pensi?”“Secondo te perché alcuni ragazzi provano?”.
    Così non siete voi a tenere il monologo, ma create uno spazio di riflessione condivisa.
  2. Date informazioni concrete
    Spiegate cosa succede al cervello in crescita, raccontate effetti reali a breve e lungo termine. Meglio esempi pratici che teorie astratte.
  3. Usate un linguaggio diretto e semplice
    Evitate termini tecnici o allarmismi. I ragazzi apprezzano la chiarezza e percepiscono subito quando un adulto li tratta “da piccoli” o li vuole manipolare.
  4. Raccontate valori familiari
    Collegate il discorso a ciò che conta in casa: salute, fiducia, rispetto. Una regola non è un divieto vuoto, ma un segnale d’amore.

Gli errori da evitare

❌ La predica moraleggiante – “Se provi, rovini la tua vita!”.
👉 Risultato: chiusura immediata.

❌ L’allarmismo generico – “Le droghe ti uccidono!”.
👉 I ragazzi sanno che non sempre è così immediato, e la dissonanza li porta a non credervi.

❌ Il silenzio complice – evitare il tema per paura di litigi.
👉 Questo lascia campo libero al gruppo dei pari come unica fonte di “regole”.

Il valore del dialogo

Parlare non significa autorizzare. Significa dare strumenti critici per riconoscere rischi e pressioni sociali.
Un figlio che può chiedere chiarimenti a casa, senza paura di essere giudicato, è meno vulnerabile alle spinte del gruppo.

In sintesi

  • Parlare di droghe non aumenta il rischio: lo riduce.
  • Approfittate delle occasioni quotidiane per affrontare il tema in modo naturale.
  • Fate domande, date informazioni concrete, evitate prediche e allarmismi.
  • Un dialogo aperto crea fiducia, e la fiducia è la vera protezione.

👉 Ricordate: vostro figlio non ha bisogno di un poliziotto, ma di una guida che sappia unire ascolto e fermezza.

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