Quante volte i genitori si sentono dire:
👉 “Ma dai, mamma, papà… lo fanno tutti!”
È una delle frasi più tipiche in adolescenza, usata per giustificare uscite, abiti, linguaggio… e, purtroppo, anche comportamenti a rischio come l’uso di alcol e droghe.
Ma davvero “lo fanno tutti”? La risposta è semplice: no.
In realtà, il mito che “tutti i ragazzi provano” è una delle trappole più pericolose per gli adolescenti. Ed è compito degli adulti aiutarli a smontarlo.

Il potere del mito: perché i ragazzi ci credono
Durante l’adolescenza, il bisogno di appartenere a un gruppo è fortissimo. I ragazzi cercano conferme nei pari più che nei genitori, e spesso l’idea di “essere come gli altri” sembra una garanzia di sicurezza.
Ecco perché il mito del “tutti lo fanno” diventa così potente:
- normalizza il comportamento a rischio (“se lo fanno tutti, allora non è grave”),
- crea pressione sociale (“se dico di no, resto escluso”),
- abbassa la capacità critica (“è normale, quindi non ci penso”).
I dati reali: la maggioranza non usa droghe
Le ricerche in ambito psicosociale e sanitario mostrano un dato incoraggiante:
🔹 la maggior parte degli adolescenti non fa uso regolare di droghe.
Molti non provano mai, altri possono sperimentare una volta, ma non diventano consumatori abituali.
Allora perché i ragazzi credono il contrario? Perché la mente adolescenziale tende a sovrastimare i comportamenti rischiosi. Se in classe 2 o 3 compagni provano una canna e lo raccontano, sembra subito che “lo facciano tutti”.
Quando un genitore sente “lo fanno tutti”
Un errore comune è rispondere con frasi secche come:
❌ “Non è vero, smettila di dire sciocchezze.”
❌ “Finché sei in casa mia, decido io.”
Queste reazioni chiudono il dialogo.
Invece, l’occasione è preziosa per aprire una conversazione:
👉 “Capisco che ti sembra che lo facciano tutti. Sai cosa dicono le ricerche? In realtà non è così… e questo è importante, perché significa che dire di no non ti rende diverso o sbagliato.”
In questo modo il genitore diventa una fonte di informazioni affidabili e non solo di divieti.
Tre strategie pratiche per smontare il mito
- Portare dati e realtà
Non servono numeri complicati: basta far sapere che “la maggior parte dei ragazzi non usa droghe”. Questo già ridimensiona il mito. - Allenare risposte pronte
Aiutare il figlio a immaginare come rispondere se qualcuno lo pressa:
- con ironia (“No grazie, mi basta la mia pizza extra-large per sballarmi”),
- con fermezza (“Non mi va, non fa per me”).
Avere una frase pronta riduce il rischio di cedere.
- Valorizzare le scelte sane
Ogni volta che un figlio rifiuta una situazione rischiosa, è importante riconoscerlo: “Hai fatto una scelta coraggiosa e matura.” Questo rafforza la sua autostima e la capacità di dire no.
Perché il ruolo dei genitori è fondamentale
Gli adolescenti sembrano spesso respingere i consigli dei genitori, ma in realtà ne tengono conto molto più di quanto mostrino.
Un figlio che sa che “non tutti lo fanno” e che a casa trova ascolto e regole chiare, sarà più forte di fronte alla pressione del gruppo.

In sintesi
- “Tutti lo fanno” è un mito, non una realtà.
- Smontarlo significa proteggere i ragazzi dalla normalizzazione del rischio.
- Dialogo, informazioni reali e supporto emotivo sono la vera prevenzione.
👉 Perché la verità è che non tutti lo fanno. E sapere questo dà a tuo figlio la libertà di scegliere davvero.