“Sei troppo sensibile”, “te lo sei immaginato”, “non è mai successo”: quante volte queste frasi, apparentemente innocue, vengono pronunciate non per confrontarsi davvero, ma per minare la fiducia che abbiamo in noi stessi? Questo è il cuore del gaslighting, una forma di manipolazione psicologica subdola ma molto potente.
Che cos’è il gaslighting ?

Il termine nasce da un film del 1944, Gaslight, in cui un marito manipola piccoli dettagli della realtà per far credere alla moglie di stare impazzendo. Oggi con gaslighting indichiamo qualsiasi dinamica in cui una persona cerca di far dubitare un’altra delle proprie percezioni, emozioni o ricordi.
Non si tratta di un semplice litigio o di un disaccordo: nel gaslighting c’è una strategia ripetuta e intenzionale volta a destabilizzare l’altro.
Come funziona ?
Il gaslighting agisce in modo graduale. All’inizio può sembrare un’incomprensione, ma col tempo si trasforma in un vero e proprio sistema di controllo.
Ecco alcuni meccanismi tipici:
- Negazione dei fatti: “Non è successo, ti sbagli”.
- Svalutazione delle emozioni: “Stai esagerando, sei sempre drammatico/a”.
- Inversione delle colpe: “Se reagisco così è per colpa tua”.
- Distorsione della memoria: “Non ricordi bene, io non ho mai detto questo”.
Il risultato? La vittima inizia a dubitare di sé stessa, perde sicurezza e diventa sempre più dipendente dall’offender per capire “cosa è reale”.
I segnali per riconoscerlo

- Ti scusi di continuo anche senza motivo.
- Ti chiedi spesso se stai esagerando o se “sei tu il problema”.
- Senti di non avere più fiducia nel tuo giudizio.
- Le tue emozioni vengono ridicolizzate o invalidate.
Se ti riconosci in questi punti, potresti essere dentro una dinamica di gaslighting.
Come difendersi ?
- Dare un nome al problema: riconoscere che si tratta di gaslighting è il primo passo.
- Tenere un diario: scrivere episodi e sensazioni ti aiuta a non perdere contatto con la realtà.
- Cercare supporto esterno: parlarne con amici fidati o un professionista.
- Stabilire confini chiari: rifiutare discussioni circolari e manipolative.
- Proteggere sé stessi: se la situazione diventa tossica e persistente, valutare un distacco.
Una riflessione finale
Il gaslighting non è solo una questione di “bugie” o “malintesi”: è un modo di usare la relazione per esercitare controllo e potere. Prenderne consapevolezza significa non solo difendersi, ma anche riaffermare un diritto fondamentale: quello di fidarsi delle proprie emozioni e della propria percezione del mondo.